Breve storia di Torino, dalla nascita fino ai giorni nostri

Torino ha una storia molto antica, si dice che già nel III secolo a.C. un popolo celtico della Liguria, i Taurini, si fossero insediati nell’area dove oggi sorge il capoluogo piemontese.

Secondo fonti storiche il primo insediamento si chiamava Taurasia o Taurinia, poi nel 218 a.C. venne distrutto da Annibale quando passò dalle Alpi per attaccare Roma.

Successivamente nel 58 a.C. sui resti del precedente insediamento distrutto, i romani realizzarono il presidio militare chiamato Iulia Taurinorum, lo stesso che nel 28 a.C. prese il nome di Julia Augusta Taurinorum.

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All’epoca Torino era anche la parte terminale della via Gallica, l’antica strada romana che collegava i principali centri urbani (allora municipia) che iniziava da Grado (oggi in provincia di Gorizia) e terminava dove oggi sorge Torino.

Arriviamo al 312 d.C. quando venne combattuta la battaglia di Torino fra le truppe di Massenzio (autoproclamatosi imperatore) e Flavio Valerio Aurelio Costantino, conosciuto anche come Costantino I e Costantino il Grande.

Costantino I vinse la battaglia di Torino, si diresse verso Mediolanum (Milano), poi verso il veneto ed infine a Roma, dove nella celebre battaglia di Ponte Milvio sconfisse definitivamente Massenzio.

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Nel 476 alla caduta dell’Impero romano d’Occidente i Longobardi presero il controllo del Ducato di Torino e nel 773 arrivarono i franchi di Carlo Magno.

Arriviamo al 940 quando venne fondata la Marca di Torino,sotto il controllo della “dinastia arduinica” ed attraverso il matrimonio fra Oddone (figlio di Umberto I Biancamano, fondatore della casa Savoia) e Adelaide di Susa, la città passò sotto il controllo dei Savoia.

Nel 1280 Torino divenne parte della Contea dei Savoia e poi del Ducato dei Savoia, la quale capitale era Chambéry; il ducato comprendeva gran parte del Piemonte, alcune zone della Valle d’Aosta e della Francia, come le Alpi Marittime, la Savoia e l’Alta Savoia.

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Chambéry – – di Florian Pépellin, licensed under CC BY-SA 3.0

Nel 1559 dopo il trattato di pace Cateau-Cambrésis Emanuele Filiberto di Savoia decise che Torino diventasse la capitale del Ducato.

In seguito nel corso del XVII secolo vennero acquisiti anche il Monferrato, Asti ed uno sbocco sul mare e nello stesso periodo l’area metropolitana di Torino usciva dal perimetro delle vecchie mura romane.

Durante la guerra di secessione spagnola, il 14 maggio del 1706 Torino venne assediata per centodiciassette giorni dalle truppe francesi che contavano circa 45.000 soldati.

All’interno della città vi erano solo circa 10.000 soldati sabaudi guidati dal Principe Eugenio e dal duca Vittorio Amedeo II e nonostante la disparità numerica Torino riuscì a resistere ed il 7 settembre dello stesso anno le truppe francesi furono costrette alla ritirata.

L’assedio di Torino ebbe una forte risonanza a livello internazionale, sia per importanza che per le dimensioni delle truppe, infatti alcuni storici considerano l’assedio di Torino come l’evento che diede inizio al Risorgimento.

Terminata la guerra venne firmato il trattato di Utrecht del 1713 e quello di Rastatt del 1714 e il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II divenne il primo re della sua dinastia.

Nel corso del XVIII secolo le varie amministrazioni vennero accentrate nella città di Torino ed attraendo sempre più persone crebbe anche come numero di abitanti.

Il 26 giugno del 1800 arrivò a Torino Napoleone Bonaparte che aveva vinto la seconda campagna d’Italia, combattuta nel settentrione dopo la caduta delle repubbliche filo-francesi, quando Napoleone attraversando le Alpi prese alla spalle l’esercito austriaco che assediava Genova.

Con l’arrivo di Napoleone iniziarono i preparativi per annettere il Piemonte alla Francia, venne insediato il generale francese Dupont che nell’aprile del 1801 divenne Amministratore generale del Piemonte.

In seguito avanzò nella pianura padana dove nella famosa battaglia di Marengo i francesi sconfissero gli austriaci.

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Museo Nazionale del Risorgimenti Italiano – licensed under CC BY-NC-ND 2.0

Carlo Emanuele III di Savoia abdicò nel Settembre del 1802, Torino ed i suoi dipartimenti vennero annessi alla regione francese Au delà des Alpes e la città ne divenne capoluogo fino alla restaurazione, quando Napoleone Bonaparte venne estromesso dalla Francia.

Poi durante il congresso di Vienna a la Restaurazione la Liguria venne annessa al Piemonte e questo gettò le basi del processo che portò all’unificazione dell’Italia, che avvenne il 17 marzo del 1861.

Torino divenne la prima capitale del Regno d’Italia fino al 1865 quando venne spostata a Firenze ed in seguito nel 1871, venne definitivamente spostata a Roma.

A cavallo fra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 Torino ebbe un forte sviluppo industriale, infatti nel 1899 Giovanni Agnelli insieme ad altri soci fondò la Fiat e nel 1906 nacque la Lancia, fondata dal pilota automobilistico ed imprenditore Vincenzo Lancia.

Arriviamo al primo conflitto mondiale che causò la morte di 650.000 soldati italiani e Torino come le altre città dell’Italia ne risentì pesantemente in termini di numero di popolazione.

Negli anni successivi al primo conflitto mondiale l’Italia fu attraversata da pesanti conflitti sociali, anche a causa del forte aumento dei prezzi e nel marzo del 1920 a Torino scoppiarono dei forti scioperi, specialmente alla Fiat.

Ci fu lo sciopero delle lancette che portò ad uno sciopero generale coinvolgendo circa 120.000 lavoratori, sia in Torino che provincia, tanto che la città venne presidiata da 50.000 militari.

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Gli scioperi crebbero a livello nazionale, infatti nel settembre dello stesso anno vi furono imponenti occupazioni delle fabbriche in tutta Italia che sfociarono spesso in sconti con le forze dell’ordine.

A Torino gli operai si erano anche organizzati militarmente, tanto che all’interno della Società Piemontese Automobili si iniziarono a produrre bombe a mano.

I moti del 1919 e del 1920 sono anche conosciuti come il Biennio Rosso.

Nel 1922 ci fu la marcia su Roma, quando il fascismo prese potere in Italia e Torino fu caratterizzata da disordini ed episodi di violenza, il più noto è la strage di Torino che avvenne la notte del 17 dicembre 1922.

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Tra corso Spezia e Via Nizza ci fu uno scontro nel quale morirono due militanti fascisti e Francesco Prato (tranviere), venne ricercato poiché riconosciuto come l’omicida.

Oltre alle indagini delle forze dell’ordine, l’omicidio dei due militanti fascisti innescò la reazione dei quadrumviri del fascismo torinese, che nel corso degli eventi successivi portò alla morte di 14 uomini della fazione opposta ed all’incendio della Camera del Lavoro.

Arriviamo al 1940 con l’entrata dell’Italia nella seconda guerra mondiale e Torino venne pesantemente bombardata dalle forze alleate.

Nel 1943 ebbero inizio diversi scioperi della grande industria che da Torino investirono il settentrione dando il via alla ripresa del movimento antifascista e l’8 settembre dello stesso anno, la città venne occupata dai nazisti e dai repubblichini.

In questo periodo Torino divenne teatro di diversi fatti di sangue, poiché in città erano attive anche le squadre di azione patriottica (SAP) ed i gruppi di azione patriottica (GAP).

Infine il 25 aprile del 1945 dopo l’insurrezione generale i partigiani presero il controllo della città fino al 3 maggio, quando fecero ingresso le truppe alleate.

Dopo la seconda guerra mondiale Torino divenne il simbolo della crescita economica italiana e centinaia di migliaia di persone, soprattutto del meridione, vennero a vivere e lavorare a Torino ed in Piemonte.

Si conta del tra il 1958 ed il 1963 circa 1.300.000 persone dal meridione si spostarono nel Nord e nel Centro Italia e la meta principale era Torino, tant’è che dai circa 750.000 abitanti che contava nel 1953, raggiunse circa il 1.100.000 nel 1963.

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Oltre alle persone provenienti dal meridione, anche molti veneti e sardi si spostarono nel capoluogo piemontese.

La comunità sarda a Torino ha radici molto antiche dato che i primi flussi migratori dalla Sardegna risalgono al periodo sabaudo.

Torino era la meta preferita da coloro che decidevano di emigrare, specialmente dal Sud Italia, poiché nell’immaginario collettivo era una città capace di offrire casa e lavoro.

In realtà è bene dire che l’accoglienza dei torinesi verso le persone del meridione non era sempre quella sperata, infatti in alcuni portoni della città (fortunatamente non molti) venivano affissi dei cartelli con la scritta “non si affitta ai meridionali”.

Le differenze di identità e di cultura erano grandi e questo all’inizio, ha reso spigolosa la convivenza fra torinesi e meridionali, creando anche situazioni di emarginazione, poi superata grazie alla condivisione della vita e delle esperienza fra torinesi e meridionali, portando ad una integrazione che ad oggi è avvenuta pienamente.

Arriviamo al febbraio 2006 quando Torino ha ospitato i XX Giochi Olimpici Invernali ed a Marzo delle stesso anno i 9° IX Giochi Para olimpici Invernali, le cui gare si sono disputate sia nella città che in diverse località del Piemonte.

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Olimpiadi invernali Torino 2006 di massimo ankor – licensed under CC BY-NC 2.0

La cerimonia di apertura si è tenuta allo Stadio Olimpico di Torino (ex Stadio Comunale Vittorio Pozzo) ed ha rappresentato lo spettacolo più visto al mondo nel 2006 con 1.8 miliardi di contatti oltre che vincitore di 2 Emmy Award, il più importante premio internazionale televisivo.

Inoltre in occasione dei 20° Giochi Olimpici Invernali, il 4 Febbraio è stata inaugurata la metropolitana di Torino, la prima in Italia con guida automatica.

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