Il Duomo di Vercelli, ovvero la Cattedrale di Sant’Eusebio fu realizzata in stile barocco, neoclassico ed eclettico dall’architetto comasco Pellegrino Pellegrini, detto il Tibaldi e dal romano Benedetto Alfieri.
Il Duomo di Vercelli, ricchissimo di decorazioni ed opere d’arte è dedicato a Sant’Eusebio, patrono sia della città che del Piemonte, fu elevato a basilica minore nel 1834 da Papa Gregorio XVI e monumento nazionale nel 1940.
Nella cattedrale sono sepolti Amedeo IX di Savoia, amatissimo dal popolo per le sue opere di bene, poi altri reali come Carlo I, Carlo II, Vittorio Amedeo I e la Duchessa Iolanda di Valois.
Storia del Duomo di Vercelli
Nei pressi della cattedrale c’era un’antica necropoli romana, dove nel IV secolo venne sepolto San Teonisto, considerato il primo martire cristiano vercellese, poi nel 371 vi fu sepolto Sant’Eusebio, primo vescovo della città.

Alla sua memoria tra il V e VI secolo fu eretta una basilica paleocristiana e, nonostante fosse fuori città assunse sempre più prestigio, anche grazie alla sua posizione sulla Via Francigena, attraversata da fedeli e pellegrini, come dimostrano le numerose reliquie.
Poi nel 997 Arduino di Dadone, marchese di Ivrea assediò Vercelli incendiando il Duomo, poi il vescovo Leone commissionò una serie di restauri.
Nel 1570 il cardinale torinese Guido Luca Ferrero, vescovo di Vercelli fece abbattere la chiesa affidandone la ricostruzione all’architetto comasco Pellegrino Pellegrini, già autore di importanti lavori presso il Duomo di Milano.
Ad inizio settecento il Duomo di Vercelli fu restaurato dall’architetto romano Benedetto Alfieri, poi i lavori furono completati dal torinese Luigi Michele Barberis.

Nel 1860 l’ingegnere vercellese Giovanni Larghi realizzò la cupola, sull’attico della facciata furono collocate le statue degli apostoli, poi nel 1871 fu posato il pavimento a mosaico su progetto dell’architetto Edoardo Arborio Mella, anch’esso vercellese.
Interni della cattedrale
Il Duomo di Vercelli è a croce latine con tre navate ed è frutto di diverse ricostruzioni nel corso dei secoli, infatti l’unico elemento della precedente chiesa è l’imponente campanile del XII secolo.
Una delle opere più famose della cattedrale è il maestoso crocifisso del X secolo, alto 3,27 metri e largo 2,36, realizzato con lamine d’argento e in parte dorate.

L’imponente crocifisso fu commissionato dal vescovo Leone, sia per sostituire quello distrutto dopo l’incendio del duomo da parte di Arduino Dadone, che per ribadire il prestigio della sua diocesi.
Purtroppo la notte dell’11 ottobre 1983 il crocifisso fu gravemente vandalizzato, lasciando integra solo la testa, poi fu meticolosamente restaurato e appeso sull’arco trionfale.
Le numerose decorazioni del Duomo di Vercelli vanno dal XVII al XIX secolo, soprattutto per opera di artisti della corte sabauda come il ceco Francesco Antonio Mayerle e l’alessandrino Pier Francesco Guala.
Le pareti del coro sono decorate da bassorilievi in stucco con Storie di Sant’Eusebio, commissionate nel 1802 dal vescovo Carlo della Martiniana allo scultore cuneese Giovanni Battista Bernero.

Su un altare barocco del 1646 possiamo ammirare la statua marmorea della Madonna con Bambino, secondo alcuni opera dello scultore comasco Benedetto Antelami.
La statua presenta una macchia sulla guancia destra che la tradizione popolare attribuisce ad un miracolo, infatti viene anche chiamata la Madonna dello Schiaffo.
Infatti secondo la leggenda, nel XVI secolo un giocatore adirato per aver perso denaro colpì la statua della Madonna che iniziò a sanguinare.
Il Duomo di Vercelli, grazie all’importanza acquisita nei secoli si arricchì di reliquiari, i più preziosi sono custoditi presso il Museo del tesoro del duomo, altri sono conservati nell’altare ottocentesco realizzato dall’architetto vercellese Edoardo Arborio Mella.

Il primo organo risale al 1466, quello attuale fu realizzato nel 1910 dalla ditta varesina Mascioni, poi restaurato e ampliato nel 2013, un altro strumento è invece conservato nella cappella di Sant’Eusebio e fu realizzato a fine Ottocento dall’organaro bresciano Giovanni Tonoli.
Cappelle del Duomo di Vercelli
La cattedrale ospita diverse cappelle, le più interessanti sono quella di Sant’Eusebio e del Beato Amedeo IX.
La cappella di Sant’Eusebio conserva le reliquie del santo, fu realizzata a fine Settecento dall’architetto torinese Luigi Michele Barberis su progetto del vercellese Giuseppe Locarni.

Le decorazioni con scene della vita di Sant’Eusebio sono opera del romano Francesco Grandi, le altre del vercellese Carlo Costa, mentre le statue furono realizzate dallo scultore Francesco Porzio, anch’esso di Vercelli.
La cappella del Beato Amedeo IX risale al XVII secolo per volere di Casa Savoia su progetto del celebre architetto Guarino Guarini, a cui si deve la splendida Cappella della Sacra Sindone di Torino, poi i lavori furono eseguiti Michelangelo Garove, di Chieri e terminati nel 1703.
Sopra l’altare viene conservata l’urna con le reliquie di Amedeo IX, mentre la pala d’altare che lo raffigura mentre dona il collare d’oro della Santissima Annunziata è opera del pittore viennese Daniel Seiter.
