Castello Cavour di Santena: storia, museo e cosa visitare

Nel panorama museale italiano il Castello Cavour di Santena è un unicum di arte e cultura poiché, unendo collezioni artistiche e testimonianze documentali, è un punto di riferimento per la memoria storica dell’Unità d’Italia.

Infatti Santena, in provincia di Torino, è riconosciuta come uno dei luoghi, insieme a Roma, Caprera e Pisa, designati per lo svolgimento di cerimonie solenni dedicate ai “Padri della Patria”.

Indice:

Il castello di Santena fu la residenza prediletta di Camillo Benso di Cavour, architetto dell’unificazione nazionale nel 1861; oggi funge da custode del suo lascito intellettuale e politico.

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Il Memoriale Cavour, nucleo centrale del complesso, offre un percorso museale che narra la storia dello statista piemontese, sia nella sua dimensione pubblica che privata:

  • la Torre dei Benso e la Sala Diplomatica testimoniano l’evoluzione dal fortilizio medievale alla raffinata villa barocca settecentesca
  • il Palazzo delle Scuderie conserva la memoria attraverso gli Archivi storici e la Biblioteca Visconti Venosta
  • la Tomba di Cavour custodisce le spoglie dello statista e, per il suo valore storico e simbolico, fu dichiarata Monumento Nazionale nel 1911
  • il parco, progettato in stile inglese dall’architetto Xavier Kurten, fa da cornice naturale all’intero complesso

Storia e architettura del Castello Cavour di Santena

La genesi del Castello di Santena risale al XII secolo come sistema difensivo, dotato di torri, mura e fossati, mantenendo tale funzione per oltre tre secoli; la Torre dei Benso è l’unico frammento superstite dell’antico fortilizio.

La definitiva transizione barocca avvenne tra il 1712 e il 1722, quando Carlo Ottavio Benso di Santena incaricò l’architetto di Mondovì Francesco Gallo di progettare una villa nobiliare, distaccandosi dalla rigidezza medievale per abbracciare l’estetica settecentesca.

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Nel 1760 il castello passò formalmente alla linea dei Benso di Cavour, poi nel 1946, l’ultimo proprietario privato, il marchese Giovanni Visconti Venosta, tramite un codicillo testamentario ne donò la nuda proprietà alla Città di Torino.

Infine, nel 1955 nacque la Fondazione Cavour e, oggi, il Castello di Santena è uno dei più importanti luoghi di memoria storica dell’Unità d’Italia.

Memoriale Cavour: innovazione e tesori d’arte

L’attuale configurazione del Memoriale Cavour è frutto di una riqualificazione che ha incluso anche il recupero architettonico del Castello Cavour di Santena, culminata con l’inaugurazione del 17 marzo 2021, anniversario dell’Unità d’Italia.

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Il percorso espositivo, dotato di supporto multimediale, si snoda nelle diverse sale, offrendo una visione poliedrica di Camillo Benso di Cavour, ovvero sia la sua vocazione politica che quella economica e agraria.

Uno degli ambienti di maggior valore artistico è la Sala Diplomatica, edificata nel 1720 e decorata nell’ultimo ventennio del secolo per volere di Giuseppe Filippo Benso di Cavour.

L’ambiente è un trionfo di stucchi, affreschi e bassorilievi, con raffinate ceramiche Wedgwood, mentre le decorazioni celebrano arti e scienze attraverso motivi allegorici.

Poi la camera da letto di Camillo Benso di Cavour, con mobilio originale che la nipote Giuseppina trasferì a Santena nel 1886 e alcuni effetti personali dello statista, come i celebri occhiali e il nécessaire da viaggio, simbolo della sua instancabile attività diplomatica.

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Tra i reperti di maggior valore storico, troviamo la prestigiosa coppa in porcellana di Sèvres, omaggio di Napoleone III in occasione del Congresso di Parigi del 1856.

Il percorso museale del Castello di Santena è dotato di schermi multimediali che narrano l’anima personale e politica dello statista piemontese, e di come le sue azioni abbiano influenzato il destino di un’intera nazione.

La Tomba di Cavour e il patrimonio documentale

La Tomba di Cavour è adiacente al castello e alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Santena; la cripta mortuaria fu realizzata dopo la morte di Camillo nel 1861, trasformando l’originaria cappella settecentesca in un sacrario di forte valore simbolico.

Per la sua rilevanza storica, la struttura fu proclamata Monumento Nazionale nel 1911, in occasione delle celebrazioni per il cinquantenario dell’Unità d’Italia.

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L’interno conserva le spoglie di Camillo Benso di Cavour e dei suoi congiunti più stretti, incluse quelle del nipote Augusto, caduto a soli vent’anni durante la battaglia di Goito nel 1848 (prima guerra d’indipendenza) contro gli austriaci del maresciallo Radetzky.

Il patrimonio documentale del Castello Cavour di Santena è il cuore pulsante della ricerca scientifica sul Risorgimento italiano ed europeo, conservato principalmente nel Palazzo delle Scuderie.

La Biblioteca Visconti Venosta rappresenta il profilo intellettuale di Camillo Benso di Cavour e della sua cerchia familiare; una raccolta di eccezionale valore, sia per rarità che per continuità storica, con oltre 6.000 pezzi.

Poi l’Archivio Cavour ne documenta l’azione politica e amministrativa; la sezione moderna comprende circa 15.000 documenti, coprendo un arco temporale che va dalla metà del XVIII secolo alla fine del XIX.

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Questa imponente mole di lettere autografate, atti diplomatici e registri contabili attira studiosi internazionali, rendendo il Memoriale Cavour un centro di studi attivo ben oltre la funzione espositiva.

Il Parco Cavour Santena: natura e innovazione agraria

Il parco del Castello Cavour di Santena fu oggetto di una profonda trasformazione dal 1830 circa secondo i canoni del giardino all’inglese, grazie all’intervento dell’architetto paesaggista di origine tedesca Xavier Kurten.

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L’elemento più caratteristico del parco è il cosiddetto “Platano di Cavour”, poiché si narra che, proprio qui, da fanciullo, Camillo partecipasse a corse nei sacchi con i figli dei contadini, in uno di quei rari momenti di svago e condivisione sociale.

Inoltre, secondo tradizione orale, durante la bella stagione, quando lo statista soggiornava al Castello di Santena, amava prendere il caffè all’ombra delle fronde del platano in compagnia di amici e familiari.

Camillo Benso di Cavour, oltre che politico e diplomatico, fu anche un imprenditore agrario d’avanguardia, convinto che il progresso economico di una nazione partisse dalla terra.

Infatti nel 1842 fu tra i fondatori dell’Associazione Agraria Subalpina, nata per promuovere la modernizzazione delle tecniche produttive e l’uso di nuove tecnologie irrigue.

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Uno dei legami più viscerali tra Camillo Benso di Cavour e il territorio è incarnato dall’Asparago di Santena, coltura promossa e valorizzata dallo stesso Conte, che lo definì la “Sorgente della prosperità del comune”.

L’asparago di Santena è riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) del Piemonte, testimone di come il passato possa ancora alimentare l’identità enogastronomica di un territorio.

Oggi, tra le ombre dei platani secolari e il silenzio solenne della cripta, il Castello Cavour di Santena continua a custodire l’anima pensante di un’Italia che qui ha trovato il suo primo, vero respiro.

Visitare il Castello di Santena significa anche riscoprire le radici di una nazione che, nata dal genio di Camillo Benso di Cavour, fu poi costruita dal popolo.  

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