La chiesa della Misericordia, in stila barocco si trova in via Barbaroux 41, nel centro storico di Torino ed è dedicata a San Giovanni Battista, patrono della città.
La chiesa della Misericordia nacque dalla ristrutturazione della precedente chiesa del monastero di San Pietro, gravemente danneggiato dai bombardamenti francesi durante l’assedio di Torino del 1706.
Il nome della chiesa deriva dall’Arciconfraternita della Misericordia, che ne prese possesso nel 1720, dedicata al conforto dei condannati a morte e alle loro esequie.

Dopo alcuni lavori, nel 1751 l’Arciconfraternita incaricò l’architetto torinese Nicolis di Robilant di ristrutturare l’edificio facendone una chiesa barocca, ampliandola anche con l’Aula Capitolate che conserva pregevoli armadi lignei e ornamenti in stucco.
Nel 1753 furono commissionate le due cappelle laterali, con gradini in pietra di Gassino, mentre la facciata fu realizzata solo nel 1828 dagli architetti Lorenzo e Gaetano Lombardi.
La chiesa, a navata unica conserva diverse opere d’arte, come San Giovanni Nepomuceno davanti all’Addolorata, l’Annunciazione e l’Assunta del pittore torinese Claudio Francesco Beaumont.

Poi la Decollazione del Battista, realizzata dal pittore marchigiano Fedrico Zuccari e le due pale del pittore lombardo Giacomo Parravicino.
L’altare è opera dell’architetto vercellese Giovanni Battista Ferroggio, mentre su quello di destra troviamo il Crocifisso ligneo attribuito alla scuola dello scultore torinese Stefano Maria Clemente.
Inoltre possiamo ammirare anche le sculture L’Annunziata e l’arcangelo Gabriele, attribuite secondo alcuni allo scultore svizzero Carlo Giuseppe Plura, secondo altri al torinese Ignazio Perucca.

L’organo della chiesa della Misericordia fu progettato nel 1758 dai fratelli Concone, organari torinesi.
Negli ultimi anni la chiesa della Misericordia è stata oggetto di restauri, terminati nel 2009, durante in quali sono emerse ossa sia di condannati a morte che di confratelli sepolti con l’abito da cerimonia.

Infatti l’edificio è anche conosciuto come chiesa degli impiccati, poiché all’epoca vi veniva concessa la sepoltura ai condannati a morte, precisamente dentro una botola.
Ancora oggi, la chiesa della Misericordia conserva una teca con alcuni arnesi utilizzati dal boia per le impiccagioni, come la corda e la borsa contenente la fune che veniva data al condannato.
Poi il crocifisso che il condannato fissava durante il tragitto alla forca, anche per distrarlo dagli insulti che riceveva durante la macabra sfilata, oltre ad un bicchierino nel quale gli veniva versata una sostanza che, in qualche modo lo avrebbe anestetizzato.
