Cittadella di Torino e Museo Storico Nazionale d’Artiglieria

La Cittadella di Torino, situata fra Via Cernaia e Corso Galileo Ferraris è una fortezza sabauda a forma pentagonale che scorre lungo la cinta muraria della città.

Venne commissionata da Emanuele Filiberto di Savoia per modernizzare gli apparati difensivi dopo che la capitale del regno fu stata spostata da Chambéry a Torino.

La sua costruzione iniziò nel 1564 e terminò nel 1577, su progetto dell’architetto Francesco Paciotto ed ebbe un ruolo importante durante l’assedio di Torino da parte dei francesi nel 1706.

Al suo interno si può ancora ammirare il Mastio.

cittadella torino

Dove sorge la cittadella di Torino, qualche decennio prima della sua costruzione ebbero luogo le esecuzioni dei protestanti valdesi, infatti all’ingresso vi è una lapide in ricordo.

L’architetto Francesco Paciotto preventivò 20 ettari di terreno da dedicare alla costruzione della Cittadella, in seguito gli ettari divennero 40 e vennero abbattuti un quartiere della città e la Chiesa dei Santi Martiri.

La fortezza era circondata da un ampio fossato e disponeva di una serie di opere difensive che impedivano ai potenziali nemici di avvicinarsi alla città.

Al centro della Cittadella vi era un grosso pozzo di acqua, chiamato Cisternone, che in caso di assedio permetteva il rifornimento idrico della città.

Il Cisternone disponeva di un impianto simile al Pozzo di San Patrizio, ovvero due rampe diverse, una per la discesa ed una per la salita, di modo che anche percorrendo le due direzioni nello stesso tempo, non vi fosse intralcio.

Il diametro del Cisternone era di 20 metri con una profondità di 16 e l’acqua veniva portata in superficie avvalendosi di animali da soma.

Sotto la Cittadella vi era un fitto labirinto di gallerie che si estendevano in maniera radiale verso l’esterno della città, diviso in gallerie più grandi (capitali), gallerie più piccole sovrapposte fra loro (capitali alte e basse) ed un galleria maestra o magistrale che riuniva le gallerie capitali alte.

sotterranei torino, museo nazionale dell'artiglieria

AtlantediTorino.it

Inoltre c’era un’altra rete di gallerie (secondarie) ed infine dei piccoli tratti di cunicoli che portavano ai fornelli, realizzati per far deflagrare gli esplosivi.

Poi nel corso della guerra di secessione spagnola vennero scavati dei nuovi passaggi sotterranei.

Durante l’assedio di Torino, precisamente la notte fra il 29 ed il 30 agosto del 1706, le forze assedianti francesi tentarono di penetrare nei passaggi sotterranei e Pietro Micca, un soldato minatore del biellese, si fece esplodere con 20 chili di polvere da sparo, facendo crollare la galleria e fermando l’avanzata nemica.

Nel 1864, in ricordo dell’eroe Pietro Micca, davanti ai giardini del Mastio venne posata la sua statua di marmo realizzata dallo scultore piemontese Giuseppe Cassano.

pietro micca

Nel 1799 il Mastio della Cittadella di Torino ospitò papa Pio VI, destinato all’esilio in Francia a causa delle violenze anticlericali.

Poi fra il 1800 ed il 1814, durante l’occupazione napoleonica, furono demolite diverse mura e bastioni mentre il Mastio venne risparmiato.

La Cittadella di Torino fu teatro di un assalto il 12 marzo del 1821 da parte di un gruppo di ufficiali carbonari, durante l’insurrezione per mandare via gli austriaci.

La stessa notte Carlo Felice prese il posto di Vittorio Emanuele I (che abdicò), inviando le truppe austriache a disperdere le rivolte.

Nel corso del 1800 la Cittadella cadde in degrado, anche a causa delle tecniche di difesa sempre più evolute che ne fece perdere il suo scopo iniziale.

Poi venne usata come caserma dei carabinieri fino a quando si decise di demolirla nel 1856, risparmiando il Mastio, presente ancora oggi.

Nel 1961, nell’area che si affaccia su Corso Galileo Ferraris venne esposta la Bocca da fuoco turca, un grande cannone in bronzo del XV secolo, poi inserito nel 2008 all’interno del Museo storico nazionale dell’artiglieria.

cittadella torinio

Cannone Turco – licensed under CC BY-SA 3.0

Le gallerie sotterranee utilizzate al tempo dell’assedio francese del 1706 sono rimaste quasi tutte intatte e fanno parte del percorso Museo Pietro Micca.

Nel 2015 sono partiti i lavori per la realizzazione del parcheggio sotterraneo di Corso Galileo Ferraris, sospesi poi per il ritrovamento di antichi reperti.

Museo Storico Nazionale d’Artiglieria

Il Museo Storico Nazionale d’Artiglieria, attualmente chiuso per restauro è situato nel mastio della Cittadella, all’angolo fra via Cernaia e Corso Gallileo Ferraris ma le sue collezioni si trovano provvisoriamente in piazza Rivoli, nella Caserma Carlo Amione.

Il Museo Storico Nazionale d’Artiglieria è stato istituito nel 1843 da Carlo Alberto, Re di Sardegna, su proposta del Generale Vincenzo Morelli; in origine ospitava raccolte di armi e modelli bellici per scopi didattici dedicati ai militari.

Alle fine del 1700 la collezione di armi era più ricca rispetto a quella attuale, poi durante l’occupazione rivoluzionaria francese del 1798, buona parte delle armi fu inviata a Parigi.

Nel 1861 il Museo divenne nazionale e la sua raccolta ampliata con le armi dei precedenti stati poi confluiti nel Regno d’Italia, con acquisti dall’estero ed attraverso donazioni di privati cittadini.

Nel 1961 in occasione del centenario dell’Unità d’Italia, il Museo venne ampliato con un nuovo salone, oggi conosciuto come “Italia ’61”.

Davanti all’ingresso del Museo dal 1961 al 2008, era presente una bocca di fuoco turca del 1400, realizzata in bronzo, della lunghezza di 4200 mm, con una bocca di 700 mm e con un peso totale di 15 tonnellate.

Questo tipo di cannone venne usato da Maometto II nell’assedio di Costantinopoli, durante la caduta dell’Impero Romano d’Oriente nel maggio del 1453.

Le collezioni del Museo Storico Nazionale d’Artiglieria raccolgono artiglierie, uniformi, armi bianche, dipinti, incisioni, reperti archeologici, archivi storici e fotografici oltre a circa 10.000 volumi.

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