Piazza San Carlo: storia e bellezze del salotto di Torino

Piazza San Carlo è una delle piazze più importanti, soprannominata anche “il salotto di Torino”, è ubicata nel cuore del centro storico ed è attraversata dalla centralissima via Roma.

La piazza ha una superficie di 12.768 metri quadrati e l’attuale aspetto si deve all’architetto torinese Carlo di Castellamonte che vi operò nel XVII secolo, poi venne arricchita un secolo dopo dall’architetto romano Benedetto Alfieri.

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Foto di Giuseppe Moscato – licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Al centro di piazza San Carlo possiamo ammirare il monumento dedicato a Emanuele Filiberto di Savoia, realizzato dallo scultore torinese Carlo Marochetti nel 1838 ed è uno dei simboli di Torino.

La statua raffigura Emanuele Filiberto di Savoia nell’atto di ringuainare la spada dopo la vittoria nella Battaglia di San Quintino, combattuta il 10 agosto 1557 tra i francesi e gli spagnoli insieme ad alcune divisioni savoiarde.

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La battaglia di San Quintino è stato un episodio determinante nelle guerre tra Francia e Spagna (le cosiddette guerre d’Italia) per il possesso dei territori italiani.

In piazza San Carlo vi sono diversi edifici storici che la rendono uno scrigno di arte e storia.

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Cavallo di bronzo di Luca Perino – licensed under CC BY-NC-ND 2.0

Nel lato occidentale troviamo il Palazzo Guido Villa con la sua elegante facciata, è stato progettato dall’architetto Carlo di Castellamonte per conto del Marchese Guido Villa.

Oggi ospita la Goethe-Institut, scuola privata di lingua tedesca e la sede amministrativa della banca Intesa Sanpaolo.

Sempre nel lato occidentale si trova la Galleria San Federico realizzata fra il 1933 ed il 1934.

Nel lato orientale abbiamo l’elegante Palazzo Solaro del Borgo, realizzato dall’architetto Carlo di Castellamonte per il marchese De Senantes, poi rimaneggiato dall’architetto Benedetto Alfieri ed oggi utilizzato come albergo.

Sul lato a sud troviamo le cosiddette “chiese gemelle”, ovvero la chiesa di San Carlo a destra e quella di Santa Cristina a sinistra.

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Chiese gemelle di Andrea Mucelli – licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Prima del XVII secolo l’area era fuori dalle cinta murarie, poi nel 1563 quando la capitale del regno venne trasferita da Chambéry a Torino si decise di espandere la città verso sud, creando il cosiddetto Borgo Nuovo.

I lavori iniziarono nel 1618 anche con la progettazione di via Nuova (oggi via Roma) terminando nel 1638 e l’area prese il nome di Piazza Reale, i portici vennero poi realizzati fra il 1643 ed il 1646.

A partire dal 1650 venne utilizzata per funzioni militari ricevendo anche il soprannome di piazza d’Armi, ruolo che nel XVIII passò a piazza Vittorio.

Nel 1706 durante l’assedio di Torino da parte delle truppe francesi, piazza San Carlo fu colpita da tre colpi di cannone, oggi ancora visibili.

In seguito sotto la direzione dell’architetto romano Benedetto Alfieri vennero eseguiti dei lavori di abbellimento dei portici e verso la fine del 1700 iniziò ad assumere il suo attuale aspetto elegante.

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Sera – licensd under CC BY-SA 4.0

Durante l’occupazione napoleonica piazza San Carlo prese temporaneamente il nome di place Napoléon.

Il 21 settembre del 1864 in piazza San Carlo si verificò uno dei fatti più cruenti della storia di Torino.

In quei giorni venne deciso il trasferimento della capitale d’Italia da Torino a Firenze e nonostante i torinesi scesero pacificamente in piazza per protestare, le forze di pubblica sicurezza agirono in modo esagerato.

Secondo diverse fonti durante la protesa persero la vita 62 persone, e tre giorni dopo Marco Minchetti (allora Ministro degli Interni) fu costretto a dare le dimissioni.

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Rappresentazione di Le Monde Illustré (1864) degli scontri avvenuti in Piazza San Carlo a Torino

Fra il 1931 ed il 1937 con il rifacimento di via Roma, Piazza San Carlo e la Galleria San Federico furono oggetto di pesanti ristrutturazioni.

Poi in occasione dei XX Giochi olimpici invernali del 2006, furono eseguiti dei lavori di riqualificazione, dotando la piazza di pavimentazione in porfido e trasformandola in isola pedonale.

Nello stesso periodo venne realizzato il parcheggio sotterraneo e durante gli scavi furono rinvenuti dei resti romani, oltre a un ponte risalente all’epoca di Emanuele Filiberto (1528 – 1580) ed un rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale.

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Tramonto di Andrea – licensed under CC BY-NC-ND 2.0

In piazza San Carlo vi sono alcuni locali storici di Torino, come il Caffè San Carlo, il primo locale italiano ad avere l’illuminazione a gas ed era frequentato da diversi personaggi politici come Giovanni Giolitti e Camillo Benso conte di Cavour.

Nella prima metà del 1920 il caffè divenne anche luogo di ritrovo fisso di personaggi come Giacomo Debenedetti (scrittore e saggista), Francesco Pastonchi (poeta), Mario Gromo (giornalista, scrittore e critico cinematografico), Filippo Burzio (giornalista e matematico), Giacomo Noventa (poeta e saggista).

Anche il Caffè Torino era frequentato da persone famose come Alcide De Gasperi (politico) e Cesare Pavese (scrittore e poeta); inoltre davanti all’ingresso dal caffè vi è il famoso toro rampante in ottone incastonato nella pavimentazione.

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Toro rampante di Katell Ar Gow – licensed under CC BY-NC-ND 2.0

Sempre in piazza San Carlo era presente il caffè-ristorante Caval ëd Bronz (cavallo di Bronzo), chiuso dal 2016 e frequentato da personaggi come Totò e Orson Welles (regista, attore e sceneggiatore americano).

Vediamo alcuni eventi recenti che hanno avuto come teatro Piazza San Carlo.

Nel 2006, in occasione dei XX Giochi olimpici invernali, l’emittente americana NBC gestiva i suoi collegamenti in diretta da Piazza San Carlo e l’estate dello stesso anno i torinesi vi festeggiarono la quarta coppa del mondo vinta dalla nazionale italiana.

Poi nel 2010, precisamente il 2 maggio, in occasione dell’Ostensione della Sacra Sindone papa Benedetto XVI celebrò la messa.

Il 3 giugno 2017 in occasione della finale di Champions League fra la Juventus ed il Real Madrid, in piazza San Carlo venne stato allestito il maxischermo.

Qui una banda di rapinatori avrebbe spruzzato dello spray al peperoncino con lo scopo di derubare alcuni presenti, approfittando del caos che ne sarebbe seguito.

Si contarono 3 morti e 1.526 feriti.

Una donna morì dopo 12 giorni, la seconda rimase tetraplegica spegnendosi dopo un anno e mezzo, la terza persona, di sesso maschile, si spense dopo un calvario durato due anni e mezzo.

Dopo l’incidente si sono susseguite accese polemiche che hanno coinvolto il sindaco Chiara Appendino e l’amministrazione comunale, sfociando in un procedimento giudiziario.

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