Chieri: storia e arte dell’elegante cittadina medievale

Chieri è un comune della città metropolitana di Torino, sulle colline del capoluogo piemontese e il centro storico ha una tipica impronta medievale, infatti è ricchissimo di storia, arte e cultura.

Il nome Chieri, secondo lo scrittore e governatore provinciale romano Plinio il Vecchio (23 – 79 d.C) deriverebbe da Carrea Potentia.

Potentia è il nome che gli antichi romani attribuirono a Chieri, mentre Carrea in antico ligure derivava dal celtico Carro e, secondo diverse ipotesi riconducibile all’antico gallico chuairt o chuari, che indica una cinta muraria o una rocca difensiva.

chieri

Nel XII secolo il termine fu ripreso da Ottone di Frisinga, storico e vescovo cattolico tedesco che chiamò la cittadina di Chieri prima Kairo o Kaira e poi Cari.

Storia di Chieri

Tra i secoli V e IX, durante la dominazione longobarda le notizie su Chieri sono scarse, poiché perse d’importanza divenendo un piccolo borgo di campagna.

Un contratto del 955 evidenzia Chieri sotto il dominio del vescovo di Torino, confermato anche da un diploma risalente tra il 996 e il 999 dell’imperatore Ottone III di Sassonia.

Presso Chieri nel 1875, durante i lavori di restauro del Duomo venne scoperta la lapide cristiana più antica ritrovata in Piemonte, appartenente ad una bimba di due anni di nome Genesia, morta il 18 giugno 488.

Poi Landolfo, vescovo di Torino dal 1011 al 1037 fece erigere una cinta muraria, una torre e un castello, sulla collina di san Giorgio, oltre alla chiesa di Santa Maria che sostituì una precedente chiesa paleocristiana, all’epoca in rovina.

Nel 1046, dopo il matrimonio tra Oddone di Savoia e Adelaide di Susa, Chieri divenne parte dei domini sabaudi e in seguito ebbe un suo ordinamento comunale.

Chieri iniziò a espandersi agendo in sinergia con la vicina Asti, in concomitanza con la formazione del marchesato del Monferrato, un antico stato preunitario italiano.

Verso la fine dell’XII secolo la ormai repubblica di Chieri confermò la sua indipendenza, tuttavia per disobbedienza fu occupata e rasa al suolo insieme ad Asti dall’imperatore Federico Barbarossa, durante la sua prima discesa in Italia.

panorama chieri

In seguito Chieri fu ricostruita, giurò fedeltà all’imperatore e nel 1238, per grazia di Federico II venne dichiarata camera imperiale ed esclusa da tutti i vincoli precedentemente stabiliti da qualsiasi signore.

Le politiche interne furono governate soprattutto da due fazioni, la società di San Giorgio, protettrice degli interessi popolari e quella dei Militi, di cui facevano parte alcune famiglie nobili.

Nel 1338 lo scontro tra le due fazioni portò all’esilio di diversi membri dei Militi, che si unirono al Marchese del Monferrato.

Il 18 luglio 1339 la repubblica di Chieri si sottomise a Roberto d’Angiò, Re di Napoli e Sicilia, che però morì 4 anni dopo lasciando il regno alla nipote Giovanna d’Angiò.

Contro la minaccia del Monferrato Chieri chiese aiuto alla regina Giovanna, la quale che inviò a Savigliano (CN) il vicario angioino Reforza d’Angoult che, nel 1345 chiamò a raccolta tutte le forze guelfe.

Tuttavia le armate chieresi furono sconfitte da un gruppo di ghibellini alleato con il marchese del Monferrato Giovanni II e in seguito da Luchino Visconti, co-signore di Milano insieme al fratello Giovanni Visconti.

borgo medievale

Infine nell’aprile 1345, nella battaglia di Gamenario, nell’omonima fortezza nel comune di Santena (TO), i ghibellini guidati dal marchese del Monferrato sconfissero i guelfi della casa d’Angiò.

Questo segnò la fine della potenza angioina nell’area, così Chieri chiese aiuto a Giacomo di Savoia-Acaia, Signore del Piemonte, il quale sperava di trarre profitto dalla divisione dei domini angioini in Piemonte.

Da una parte c’erano i Savoia e Savoia-Acaia, dall’altro il marchesato del Monferrato, gli Aleramici di Saluzzo (CN) ed i Visconti di Milano.

Nel maggio 1347 Chieri si sottomise ai Savoia pagando annualmente in cambio della protezione militare, senza però rinunciare a nessuna delle sue libertà.

Anche se nel settembre 1349 fu stipulatala pace tra le diverse fazioni, qualche anno dopo i contrasti tra Savoia e Savoia-Acaia esplosero.

Nel 1359 Amedeo IV sconfisse Giacomo di Savoia-Acaia e Chieri si sottomise al conte, poi quando le due signorie trovarono un accordo la cittadina le riconobbe entrambe.

In seguito scoppiò la guerra tra Filippo di Savoia-Acaia e il marchese Teodoro II del Monferrato e il chierese fu pesantemente colpito dalle truppe di Bonifacio Cane, un condottiero di Casale assoldato dal marchese.

Nel XV secolo abbiamo due date importanti, la costruzione del duomo nel 1405 e il trasferimento dell’Università da Torino nel 1427, che vi rimase fino al 1434.

Durante la prima metà del XVI secolo Chieri ebbe un ruolo chiave nella predicazione protestante, infatti uno dei massimi esponenti italiani fu il chierese Matteo Grimaldi Moffa.

santa maria della scala

Duomo di Chieri

Questo portò ad una crescente intolleranza religiosa tra protestanti e cattolici, culminando nel giugno 1565 quando con un editto si autorizzò la persecuzione dei protestanti.

In seguito Carlo Emanuele I portò a Chieri sia sviluppo urbanistico che economico, poi interrotto sia dall’invasione francese del 1630 che dallo scoppio della peste.

Nell’aprile 1631 fu stipulato un accordo con i francesi attraverso la pace di Cherasco (CN), ponendo fine alla guerra di successione di Mantova e del Monferrato, così venne istituita la provincia di Chieri.

Dal 1639 al 1642 ci fu la guerra civile piemontese e Chieri ne fu in parte coinvolta, poi nel 1697 venne eliminata la provincia chierese e nel 1785 la cittadina fu eretta a principato.

Alla fine del XVIII secolo Chieri contava circa 10.000 abitanti, superando i 13.000 nel 1838 e nel territorio nacquero diverse industrie, soprattutto quelle tessili come la David Levi & Figli.

Nel 1855, con un piano regolatore vennero distrutte sia le antiche porte che le mura, poi nel 1874 fu inaugurata la stazione e la linea ferroviaria Chieri Trofarello, dando nuovo impulso all’industria tessile e infine fu realizzata l’illuminazione a gas.

Al termine della seconda guerra mondiale Chieri era la seconda città italiana per esportazione di prodotti tessili, dopo Biella, poi la crisi del 1929, conosciuta anche come grade depressione portò al fallimento di alcune aziende tessili.

Nel dopoguerra Chieri visse un forte incremento demografico dovuto all’immigrazione, prima dal veneto e poi dal Mezzogiorno, facendo nascere nuovi quartieri anche se estranei al tradizionale assetto urbanistico della città.

Cosa visitare a Chieri

Come detto in precedenza, Chieri è ricchissima di storia, arte e cultura.

Il duomo di Chieri, ovvero la chiesa di Santa Maria della Scala è in stile gotico lombardo, mentre alcune cappelle sono in stile barocco.

duomo di chieri

La chiesa fu costruita dal 1405, poi consacrata nel 1436 e sostituisce una precedente chiesa romanica realizzata intorno al 1016 per volere del vescovo di Torino Landolfo.

La cripta conserva le strutture del precedente edificio e sulla volta possiamo ammirare l’affresco della Madonna con il Bambino affiancata dagli apostoli, Pietro e Paolo.

Nella cripta sono sepolti Cesare Balbo (1789 – 1853), primo presidente del Consiglio del Regno di Sardegna, Prospero Balbo (1762 –1837), sindaco di Torino e ministro del Regno sabaudo e Giovanni Battista Lorenzo Bogino (1701 – 1784), Ministro per gli affari di Sardegna.

All’interno è possibile ammirare diverse opere come alcuni affreschi del Quattrocento attribuiti al pittore torinese Giacomo Jaquerio, emersi durante alcuni restauri del 1880.

La chiesa di San Giorgio, dove sotto l’altare vi è una cripta completamente affrescata che conserva una Resurrezione di Cristo del pittore astigiano Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo.

chiesa san giorno

La chiesa dei Santi Bernardino e Rocco in stile barocco, realizzata tra il 1675 e il 1683, mentre la facciata risale al 1792 per opera dell’architetto di Chieri Mario Ludovico Quarini.

L’interno conserva diverse opere del Moncalvo tra cui un’Incoronazione della Madonna dove viene raffigurata Chieri alla fine del 1500, la statua di san Giacomo e il San Nicola da Tolentino.

chiesa san bernardino chieri

La chiesa di San Guglielmo d’Aquitania in stile gotico e barocco, di cui si hanno notizie fin dal XIII secolo.

Poi fu ricostruita in stile gotico nella seconda metà del XV secolo e conserva diverse tele come l’Eterno Padre benedicente del Seicento e la Pala dei Re Magi del pittore chierese Francesco Fea.

La chiesa di San Domenico del XIV secolo, inizialmente di architettura gotica, poi ai fianchi furono edificate numerose cappelle patrizie e al suo interno conserva diverse opere del Moncalvo oltre a quelle del pittore di Casale Monferrato Giovanni Martino Spanzotti.

chiesa san domenico

Il santuario della SS. Annunziata, in stile barocco sorge dove c’era una cappella costruita attorno a un affresco raffigurante l’Annunciazione e che, secondo la leggenda aveva virtù miracolose.

Infatti secondo la tradizione, nel 1651 un giovane sordomuto dopo aver pregato di fronte all’affresco riacquistò la parola, così tra il 1651 e il 1655 fu eretto il santuario su progetto dell’architetto ligure Andrea Costaguta.

La chiesa di San Filippo, in stile barocco fu realizzata dall’architetto svizzero Antonio Bettino nei terreni di alcuni edifici della famiglia nobile Broglia.

san filippo neri

Al sui interno è possibile ammirare diverse opere tra cui l’Estasi di san Filippo Neri del milanese Stefano Maria Legnani, detto Legnanino, la Madonna con Bambino di Sales del torinese Claudio Francesco Beaumont e l’Immacolata Concezione con Michele Arcangelo e Eterno Padre del viennese Daniel Seiter.

La costruzione della chiesa di Sant’Antonio Abate, in stile barocco è attribuita a un ignoto capomastro del XVI secolo, poi fu ristrutturata e ampliata nei secoli XVII e XVIII.

All’interno vi sono diverse opere come l’Immacolata Concezione di Giovanni e la Glorificazione di Sant’Ignazio con san Francesco Saverio e San Luigi Gonzaga, del pittore veneziano Antonio Molinari.

L’arco di Chieri, ubicato in piazza Umberto I fu eretto nel 1580 su progetto dell’architetto bolognese Pellegrino Pellegrini, detto il Tibaldi, in onore del duca Emanuele Filiberto di Savoia.

arco chieri

L’arco fu restaurato più vote nel corso dei secoli, poi nel 1876 vi fu posto un orologio e grazie alla sua integrale conservazione e agli affreschi che lo ricoprono ha una fortissima valenza storica.

Edifici storici

Chieri ospita diversi edifici storici, come il Seicentesco Palazzo Bruni, una delle dimore dei Fassati Roero San Severino e il cui cortile poggia su alcuni resti romani.

Palazzo Mercadillo, per circa 4 secoli sede del comune mentre oggi ospita una scuola elementare privata.

Palazzo Buschetti, detto anche il medievale, edificato nel XV secolo e poi trasformato in un palazzetto barocco con una cappella affrescata e dedicata al Sacro Cuore.

Palazzo Tana, era la nuova residenza della famiglia omonima, signori di Santena.

Casa Moncucco, un tipico esempio di edificio medievale e Palazzo Balbiano di Colcavagno, rifatto nel 1700 e attribuito a Filippo Juvarra, tuttavia senza fonti certe.

Musei

La Mostra Archeologica di Chieri è un affascinante viaggio nella storia, permette di scoprire come vivevano i chieresi in epoca romana, la sua trasformazione nel medioevo e le tracce dell’antico passato presenti nel contesto moderno.

Il Centro Visite Don Bosco, dedicato alla figura del santo sociale torinese che visse per circa 10 anni a Chieri.

Il Museo del Tessile nell’ex Convento di Santa Chiara, già opificio Levi, che testimonia l’attività tessile di Chieri dal medioevo alla fine dell’Ottocento.

Il Museo Etnografico, che espone circa 150 tra statue, ornamenti e maschere raccolte per etnia di appartenenza e disposte secondo un immaginario percorso tra Burkina Faso, Mali, Costa d’Avorio e Ghana.

Il Museo Casa Martini di Chieri, inaugurato nel 1961 in occasione del centenario dell’Unità d’Italia offre un affascinante viaggio nel tempo dal VII secolo a.C. fino ai giorni nostri.

Il Museo illustra anche la storia del vino secondo le diverse implicazioni sociali, antropologiche, artistiche ed economiche, infatti è uno dei principali musei del tema in Europa e il primo ad aver affrontato la tematica in maniera così esaustiva.

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