Villa della Regina di Torino, patrimonio dell’Umanità UNESCO

Villa della Regina è una villa torinese del 1600 situata nel quartiere Borgo Po, nella collina orientale della città, fa parte del complesso delle Residenze sabaude in Piemonte e dal 1997 è inserita nella Lista del Patrimonio dell’umanità, poiché parte del sito seriale UNESCO Residenze sabaude.

Villa della Regina fu costruita per volere di Maurizio di Savoia, prima cardinale e poi principe d’Oneglia dal 1641, in seguito passò a Luisa Cristina di Savoia, moglie di Maurizio di Savoia, per poi diventare una delle dimore delle sovrane sabaude prendendo il nome di Villa della Regina.

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Foto di Andrea Mucelli – licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Poi nel 1869 i Savoia donarono la Villa all’Istituto nazionale per le Figlie dei Militari italiani.

Villa della Regina venne progettata nel 1615 dall’architetto umbro Ascanio Vitozzi, lo stesso che operò al Palazzo Reale di Torino.

L’architetto Vitozzi morì lo stesso anno e della realizzazione se ne occuparono gli architetti torinesi Amedeo e Carlo di Castellamonte, su volere dell’allora cardinale Maurizio di Savoia, fratello di Vittorio Amedeo I.

Maurizio di Savoia, persona di grande cultura, rinunciò poi alla carica di cardinale sposando Ludovica di Savoia ed in principio la costruzione venne chiamata Villa Ludovica in onore a sua moglie.

Nella Villa Maurizio di Savoia organizzava riunioni con diversi scienziati ed intellettuali, dando a questi incontri il nome di Accademia dei Solinghi; fra i partecipanti figurarono anche il futuro Papa Innocenzo X e lo storico torinese Emanuele Tesauro.

Quando Maurizio e Ludovica di Savoia morirono, rispettivamente nel 1657 e nel 1692 (lei era molto più giovane), la costruzione nel corso del 1700 divenne residenza delle sovrane sabaude, prendendo il nome di Villa della Regina.

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Interni di Alejandro – licensed under CC BY 2.0

La Villa fu la residenza preferita della moglie di Vittorio Amedeo II, ovvero Anna Maria di Orléans, che ne affidò la ristrutturazione e le decorazioni all’architetto messinese Filippo Juvarra.

Durante l’occupazione napoleonica Villa della Regina divenne la residenza di Napoleone, precisamente nel 1805.

Il 4 Luglio del 1869 la Villa divenne sede dell’Istituto Nazionale delle Figlie degli Ufficiali che parteciparono alla Guerra di indipendenza italiana.

Sempre nel 1869 divenne anche sede delle sezioni di Lettere ed Arti, cessando di essere una proprietà della Reale dei Savoia.

Infine dopo l’Unità d’Italia diversi arredi furono trasferiti al Palazzo del Quirinale a Roma.

La villa venne parzialmente distrutta a seguito dei bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, precisamente la parte centrale del salone principale, la volta con gli affreschi del pittore pugliese Corrado Giaquinto ed il Palazzo del Chiablese, edificio attiguo a Villa della Regina.

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Foto di Alejandro – licensed under CC BY 2.0

Dopo il secondo conflitto mondiale la villa cadde in degrado, fino al 1994 quando venne presa in gestione dalla Soprintendenza per i beni artistici e storici del Piemonte che iniziò dei lavori di restauro conclusi poi nel 2007, anno in cui Villa della Regina venne aperta al pubblico.

La Villa è ubicata ai piedi del parco di Villa Genero, raggiungibile dalla strada che parte dalla chiesa della Gran Madre di Dio, ai piedi del fiume Po.

All’interno si possono ammirare quadri ed affreschi degli artisti Corrado Giaquinto (Molfetta), Giovanni Battista Crosato (Venezia) e Daniel Seiter (Vienna).

All’esterno è possibile ammirare il giardino all’italiana e l’anfiteatro, sul retro della costruzione, mentre nel viale di accesso che porta alla villa si trova il Gran Rondeau, una doppia scala con al centro una fontana del diametro di 20 metri.

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Fontana di Michiluzzu – licensed under CC BY-NC-ND 2.0

All’interno della fontana si può ammirare la statua in marmo del Dio Nettuno, mentre ai bordi vi sono 12 statue raffiguranti diverse divinità fluviali.

Sito Amici di Villa della Regina: http://www.amicidivilladellaregina.com

Al termine del Gran Rondeau si accede ad un piazzale rettangolare dove si trova la Vasca della Sirena, ovvero una fontana che ospita la statua di marmo raffigurante la Sirena, mentre sul retro della villa si trova il giardino.

Nella facciata retrostante troviamo una piazzetta circolare (in termine architettonico esedra), i cui muri sono costellati di nicchie con delle statue al loro interno.

Dalla piazzetta parte una scalinata che conduce alla Grotta del Re Selvaggio, una costruzione di marmo decorata all’interno dove al fondo si può ammirare la statua del Re Selvaggio.

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