Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio di Cambiano

La Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Cambiano, in provincia di Torino, racchiude secoli di storia e cultura, in cui si intrecciano devozione, eventi militari e architettura barocca.

Un percorso attraverso l’evoluzione della chiesa, le opere d’arte e la rappresentazione della Sindone.

Indice:

  1. Storia della Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Cambiano
  2. Interni e patrimonio artistico della Chiesa di Cambiano

Storia della Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Cambiano

La fondazione della Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio di Cambiano, in provincia di Torino risale al 1064 come pieve rurale, fulcro spirituale e amministrativo di una curtis agricola.

vista frontale dall'entrata, navate e altare della Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Cambiano

Poi, per scopi difensivi venne inserita nel ricetto fortificato di Cambiano e il patrono originario era San Vincenzo di Saragozza, diacono spagnolo martirizzato nel 304 d.C.

Nell’XI secolo l’antica pieve fu al centro di contese giurisdizionali della diplomazia pontificia; infatti, l’8 novembre 1141, Papa Innocenzo II la sottomise alla Collegiata di Santa Maria della Scala di Chieri.

Tuttavia, pochi anni dopo, nel giugno 1148, una nuova bolla di Papa Eugenio III sottrasse la pieve all’influenza chierese per assegnarla ai Canonici dell’Abbazia di Vezzolano, in provincia di Asti.

Nel XIV secolo la Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio venne riedificata in stile gotico, ampliandosi a tre navate e con un altare dedicato a San Nicola.

intera facciata della chiesa di cambiano, con campanile a scalinata

Il voto della comunità e la Battaglia del Gamenario

Il legame tra la chiesa cambianese e la storia militare del territorio si saldò storicamente il 22 aprile 1345 con la Battaglia del Gamenario, nell’attuale comune di Santena.

Qui le milizie di Cambiano sostennero il Marchese del Monferrato Giovanni II contro l’esercito angioino guidato da Reforza d’Agoult.

Come ringraziamento per la vittoria, il voto della cittadinanza aggregò il patrono di San Vincenzo con il culto del monaco persiano Sant’Anastasio, martirizzato nel 618/628 d.C.

dipinto con cornice dorata, con Madonna e angeli nella Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Cambiano

Questa duplice intitolazione fu un atto sia liturgico che politico:

  • si sfruttò la coincidenza del calendario cattolico, che celebra entrambi i martiri il 22 gennaio, evitando di stravolgere le usanze del borgo
  • introdurre il culto del santo persiano Anastasio fu un omaggio diplomatico per legare Cambiano alla sfera d’influenza del Marchesato del Monferrato, la cui dinastia vantava origini bizantine

Le trasformazioni architettoniche e il barocco piemontese

Intorno a metà del Cinquecento, la chiesa fu oggetto di una profonda ristrutturazione, poi ampliata a fine Seicento, sia per riflettere i canoni barocchi che il prestigio della nobiltà locale, affidando i lavori ai capimastri chieresi Giuseppe, Lorenzo, Antonio e Giò Golzio.

La continuità devozionale fu spezzata nel 1740, quando le truppe francesi irruppero nel borgo di Cambiano occupando la Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio, con una breve ma traumatica sconsacrazione dell’edificio.

dipinto nelle navate laterali, con Gesù bambini, donne a angeli

La ristrutturazione iniziò qualche anno dopo, quando l’architetto torinese Bernardo Antonio Vittone, uno dei più grandi esponenti del barocco piemontese, progettò la nuova facciata e la torre campanaria; quest’ultima rimase solo su carta.

Durante i lavori del 1843, maestranze locali rimaste anonime intonacarono e dipinsero i pilastri a trompe-l’œil imitando marmi policromi.

Nota: Il trompe-l’œil (dal francese “inganna l’occhio”) è una tecnica per creare un’illusione ottica tridimensionale su una superficie che in realtà è completamente piatta.

Infine, nel 1883, il costruttore di Poirino (TO) Carlo Cominetti edificò la torre campanaria, semplificando i disegni barocchi dell’architetto Vittone, mentre nel 1898 fu realizzato l’organo dal celebre organaro torinese Carlo Vegezzi Bossi (1858-1927).

A fine anni ’80, a seguito di un’ordinanza che obbligava le chiese italiane ad adottare un solo patrono, Cambiano si oppose, volendo mantenere la duplice intitolazione.

vista in primo piano di presbiterio e altare maggiore nella Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Cambiano

Questo fu possibile grazie a un’eccezione concessa dall’Arcivescovo Anastasio Ballestrero (all’epoca a Torino), che portava il nome del martire persiano.

Interni e patrimonio artistico della Chiesa di Cambiano

La Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio di Cambiano ha tre navate e dieci cappelle, cinque per lato.

Il presbiterio ospita l’altare maggiore in muratura lisciata ad intonaco e dipinto a finto marmo pregiato, mentre sulle pareti laterali possiamo ammirare due dipinti privi di datazione e firma: la tela di Melchisedec e la Cena di Emmaus.

Dietro troviamo il coro, la cui edificazione risale al 1559; qui campeggia il crocifisso monumentale in legno scolpito, inserito nel 1965 e proveniente dalle botteghe della Val Gardena (Alto Adige), sebbene l’artefice resti anonimo.

affreschi e dipinti a tema sacro e angelico nella volta centrale della chiesa di Cambiano

Al centro della parete c’è il grande Quadro dei Patroni del 1861, tela d’altare che raffigura i santi Vincenzo e Anastasio, a cui è intitolata la chiesa di Cambiano.

L’epicentro della devozione e le cappelle storiche

La navata destra ospita la Cappella del Sacro Cuore di Gesù e di Maria, con l’antico fonte battesimale del 1474, poi quella di Santa Teresa, con la tela del XVII secolo o inizio XVIII I Santi Patroni della Controriforma, raffigurante Carlo Borromeo e Filippo Neri.

La cappella della Madonna delle Grazie è riconosciuta come l’epicentro devozionale della chiesa, con statua e simulacro ligneo della Beata Vergine col Bambino.

dipinti con a tema la madonna con gli angeli su altare laterale

La statua fu intagliata nel 1623 su committenza della contessa Giovanna Maria de’ Tana, poi trasferita a Cambiano nel 1871 e incoronata nel 1959 dal Cardinale Maurilio Fossati.

Poi la cappella del Suffragio, con la grande tela del Seicento La Trinità intercedente per le Anime del Purgatorio e quella dell’Immacolata e due dipinti databili tra il XVI e il XVII secolo: Transito e la Morte di S. Giuseppe e Visita della Madonna a S. Elisabetta.

I tesori artistici e la rappresentazione della Sindone

Nella navata sinistra troviamo la cappella della Madonna del Rosario; alle pareti vi sono i Quindici Misteri del Rosario, formelle scultoree a bassorilievo di inizio Settecento.

vista interna della Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Cambiano con cantoria e organo

Nella cappella di Sant’Anna possiamo ammirare il quadro di fine XVII secolo che ritrae la Vergine col Bambino circondata dalle sante Anna, Lucia, Dorotea ed Elisabetta d’Ungheria.

Poi quella di San Michele, con la tela Vergine Assisa e Santi Patroni Familiari, che riproduce l’iconografia della Madonna Nera d’Oropa affiancata dagli arcangeli Michele e Gabriele.

Chiude la cappella della Misericordia, con il dipinto l’Ostensione del prodigio della Sindone, datato Ottocento che raffigura la Madonna di Loreto; nella posizione inferiore, una riproduzione del Sacro Lino è tenuta tesa nelle mani di cinque Vescovi.

www.parrocchiacambiano.it

Via San Francesco d’Assisi 2, Cambiano

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